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lunedì 18 maggio 2015

A.3 Esercizio "critica d'arte" - Gauguin

Il Cristo giallo è un dipinto del pittore francese Paul Gauguin, un olio su tela realizzato nel 1889. È conservato nell'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo(USA).



L’opera rappresenta Gesù crocifisso, ma con una trasposizione di luogo e di tempo, infatti Gauguin lo ambienta nel suo tempo e nella Bretagna. Infatti, le donne indossano i tipici costumi bretoni e sullo sfondo si notano le case con i tetti aguzzi, anch’essi tipicamente bretoni. Il quadro è “tagliato in due”,come facevano i giapponesi nelle loro opere con gli alberi, ma stavolta a “tagliare” la scena è la croce di Gesù. Le linee di Gesù sono più angolari e spigolose e ricordano i quadri medievali, mentre nel resto dominano linee curve. L’opera è composta da contorni netti e c’è un'assenza di ombra, è bidimensionale con colori irreali. La figura di Gesù è magra e spiccano invece gli alberi rossi che ricordano il sangue di Gesù, che non mette invece sul suo corpo. Paul Gauguin usa colori piatti e stesi in modo uniforme, inoltre impiega toni intensi e colori complementari (esattamente come Van Gogh). Per il corpo di Cristo e il suo colore particolare, Gauguin s'ispirò ad un crocifisso (tuttora in loco) esposto nella Cappella di Tremaldo, non lontano da Pont-Aven.

Compito: Esprimi il significato dell'opera, secondo la tua opinione personale, attraverso un brano poetico, un testo letterario, un video o una canzone. Copia e incolla testo e/o link come commento di seguito.
Buon lavoro :-)
[tempo max 25min]

30 commenti:

  1. 10 AGOSTO

    San Lorenzo, io lo so perché tanto
    di stelle per l'aria tranquilla
    arde e cade, perché si gran pianto
    nel concavo cielo sfavilla.

    Tornava una rondine al tetto:
    l'uccisero: cadde tra spini:
    ella aveva nel becco un insetto:
    la cena dei suoi rondinini.

    Ora è là, come in croce, che tende
    quel verme a quel cielo lontano;
    e il suo nido è nell'ombra, che attende,
    che pigola sempre più piano.

    Anche un uomo tornava al suo nido:
    l'uccisero: disse: Perdono;
    e restò negli aperti occhi un grido:
    portava due bambole in dono...

    Ora là, nella casa romita,
    lo aspettano, aspettano invano:
    egli immobile, attonito, addita
    le bambole al cielo lontano.

    E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
    sereno, infinito, immortale,
    oh, d'un pianto di stelle lo inondi
    quest'atomo opaco del Male.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. riferito a Gesu' ovviamente osservando l'immagine.

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  3. «Il Cristo giallo» ha per Gauguin un intenso valore mistico. La scena, il grande crocefisso su uno sfondo della campagna conosciuta dall'autore, dei sui tempi, cosi come le donne, delle contadine intente a pregare. Il paesaggio, ripreso dalle immagini di crocefissioni medioevali, è però tipico della fine ottocento, calmo e sereno, riportando però il sacrificio all'ordine della vita quotidiana, dove il grano (il giallo predominante) è elemento di vita e nel contempo sacrificio.
    Un brano della fine degli anni sessanta mi ricorda un po l'atmosfera, "Dio è morto" dei Nomadi, nel passaggio, fine, rinascita, vedi https://youtu.be/yqMvHD1gNxc.
    Nel contempo su youtube c'è anche una peronalizzazione con sottofondo musicale di Pietro Nicosia, link https://youtu.be/mubxyjw3Bxo

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  4. Paul Gauguin dipinge un Cristo molto solare con contorni molto vivi. Il suo Cristo non è un Cristo sofferente anzi e un Cristo che dorme senza una goccia di sangue.

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    1. Copia e incolla il link come risposta di seguito.

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    2. bravaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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    3. Il Cristo sembra riposare, la fatica del lavoro dei giorni andati e dei prossimi a venire, la speranza, che non deve mancare mai, in fondo, quello che dovrebbe essere il vero insegnamento.

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  5. Nella lettura di vita di sacrificio,
    il testo dei Nomadi:
    Ho visto
    La gente della mia età andare via
    Lungo le strade che non portano mai a niente
    Cercare il sogno che conduce alla pazzia
    Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
    Lungo le notti che dal vino son bagnate
    Dentro le stanze da pastiglie trasformate
    Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
    Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà
    E un Dio che è morto
    Ai bordi delle strade Dio è morto
    Nelle auto prese a rate Dio è morto
    Nei miti dell'estate Dio è morto.
    Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
    In ciò che spesso han mascherato con la fede
    Nei miti eterni della patria o dell'eroe
    Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
    Le fedi fatte di abitudini e paura
    Una politica che è solo far carriera
    Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
    L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
    E un Dio che è morto
    Nei campi di sterminio Dio è morto
    Coi miti della razza Dio è morto
    Con gli odi di partito Dio è morto.
    Ma penso
    Che questa mia generazione è preparata
    A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
    Ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
    Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni
    E poi risorge
    In ciò che noi crediamo Dio è risorto
    In ciò che noi vogliamo Dio è risorto
    Nel mondo che faremo
    Dio è risorto,
    Dio è risorto

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  6. Commenta (tramite Rispondi) gli esercizi dei tuoi colleghi.
    [3 minuti]

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  7. un legame che non si interrompe nonostante tutto

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